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Alcuni trucchi per capire un'opera d'arte: i piedi

Dopo le mani si guardano i piedi. Le donne naturalmente sono più portate. Le scarpe, poi, sono spesso oggetto di un'ammirazione sconfinata; ma qui parleremo piuttosto di piedi scalzi.

Mosè, prima di incontrare Dio, che gli parlerà personalmente presso il roveto ardente, si toglie le scarpe in segno di rispetto. Ce lo mostra Sandro Botticelli nella Cappella Sistina: il luogo più famoso e carico di simboli, della religione cattolica.

Il dipinto di Caravaggio, noto come "La Madonna dei Palafrenieri", fu rimandato all'artista perché la Vergine è rappresentata scalza. Si gridò all'indecenza! La Madre del Cristo che schiaccia con il piede il serpente - dunque il diavolo - non poteva, per la mentalità dei primi anni del Seicento, essere scalza.

 

Ma, scalzo è Ottaviano Augusto, nel più bello dei suoi ritratti: il cosiddetto "Augusto di Prima Porta", ritrovato nella villa di campagna della moglie Livia.Il primo e sicuramente il più grande tra gli imperatori, armato di corazza, è a piedi nudi: nudità virile però, che lo assimila agli eroi greci.

 

Vi è poi il famoso dipinto di Manet, "L'Olympia": indubbiamente nuda, mollemente distesa su di un letto disfatto; ma con le scarpe. Napoleone III, quando vide il grande dipinto esposto al Salon parigino, gli assestò una scudisciata. Così, pubblicamente l'imperatore manifestava, d'istinto, il suo stizzito disagio per lo sconcio di una prostituta, equivocamente dipinta, in formato gigante.

Attenti dunque ai piedi: sono insidiosi!

 

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